Un obiettivo di questa rivista è quello di realizzare le condizioni per un dialogo fra orientatori e giovani, arrivando a stabilire codici e principi compresi reciprocamente, anche se differenti, riguardo agli obiettivi condivisi dell’educazione e dell’orientamento. Ciò appare l’unico modo per mettere in grado i giovani di contribuire a costruire il proprio futuro e ad essere soggetti attivi.
Da tempo Geo sta pensando alla necessità di una riflessione comune su l’”idea di università” (vedi l’editoriale di Magellano Anno II ottobre 2001 n. 7 pp. 1-4) e cioè su quale può essere il modello generale di una nuova università adatta all’epoca della globalizzazione e alle nuove esigenze di qualificazione professionale e culturale dei giovani.
Nel periodo storico attuale, in cui l’orientamento ha delle difficoltà, vogliamo riproporne la rilevanza, individuando ed esplicitando una sua funzione molto importante e spesso misconosciuta, e cioè lo sviluppo di una “comune cultura politica”. Per articolare e fondare questa tesi, e quindi per sottoporla alla riflessione e alla valutazione critica di chi legge, occorre chiarire quali sono le dimensioni della crisi dell’orientamento.
La questione della cultura comune è molto rilevante, ma non sembra adeguatamente affrontata finora da parte di chi si occupa di orientamento. Inoltre, vogliamo offrire qualche stimolo per un dibattito fra i lettori su alcuni aspetti della questione.
La necessità di definire i nuovi corsi di studio, durante l’anno accademico 2000-2001, ha indotto molti docenti universitari a manifestare la loro idea di università, o a ridefinirla, in un “confronto” con la legge di riforma e nei dibattiti fra colleghi riguardo alla configurazione delle nuove attività didattiche.
Con la crescita delle attività di orientamento scolastico, universitario e professionale si è diffusa la convinzione della necessità di individuare “pratiche migliori” e di realizzare un loro progressivo consolidamento, in modo da arrivare ad una standardizzazione di attività e procedure. Questa tendenza ha una valenza positiva, nel senso che l’orientamento sta diventando una componente strutturale dei processi di formazione culturale e di istruzione. In molte scuole, università e servizi di enti locali si sono instaurate delle “abitudini”, e cioè iniziative ed eventi sono ormai ripetuti da alcuni anni ed accettati come normali.
E’ necessaria una nuova riflessione sulle attività di orientamento e di tutorato, poiché ormai esistono diverse esperienze, molte sono strutturate ed i finanziamenti sono consistenti, anche se non ancora totalmente adeguati. Tuttavia, come in altri settori dell’istruzione scolastica e universitaria, la richiesta e l’impiego di nuovi finanziamenti devono essere fortemente motivati con la visibilità dei risultati raggiunti e con adeguati fondamenti concettuali.
molte situazioni rilevanti per l’orientamento si sono modificate. Alcuni esempi importanti sono la riforma dei corsi di studio universitari, la difficile realizzazione della piena autonomia didattica degli istituti scolastici e la creazione di nuove strutture per il collocamento. Si sono inoltre sviluppate attività e strutture di orientamento sia per l’impulso da parte del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e delle Regioni, attraverso norme e finanziamenti, sia, in alcuni casi, per il desiderio delle istituzioni educative di mantenere o accrescere il numero delle iscrizioni.
ritengo molto importante, nel momento attuale, considerare con molta attenzione il processo di strutturazione delle attività e dei ruoli funzionali per l’orientamento nelle scuole e nelle università, ma anche nei servizi delle Province e di altri enti locali. Per “strutturazione” intendo l’adozione di configurazioni organizzative e di procedure amministrative più stabili, dopo una fase di trasformazioni e di riforme.
Dalla metà degli anni Novanta, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST) individua, attraverso un “piano triennale”, alcuni obiettivi prioritari per i quali vengono destinati finanziamenti a progetti selezionati fra quelli presentati dalle università. Tali finanziamenti si aggiungono a quelli della dotazione ordinaria. Lo sviluppo dell’orientamento e del tutorato è stato sempre fra tali obiettivi, in quanto è considerato un’occasione rilevante per sviluppare innovazioni strategiche.
PAROLE CHIAVE: ORIENTAMENTO, TUTORATO