Carta Europea di Partecipazione dei Giovani alla Vita Locale e Regionale

Dopo l’Anno Internazionale della Gioventù (1985), il Consiglio d’Europa (Conferenza permanente dei poteri locali e regionali – Sottocommissione della Gioventù) ha attivato una riflessione sulle esperienze di partecipazione dei giovani alla vita regionale e comunale. Al termine del lavoro (1990), è stata presentata la “Carta Europea di Partecipazione dei Giovani alla Vita Locale e Regionale”, auspicandone l’adozione da parte degli enti locali.

A distanza di tredici anni questo documento è stato aggiornato e il 21 maggio 2003 è stata ripubblicato.
E’ un documento di indirizzo che impegna moralmente e politicamente i Consigli Comunali ad attuare una politica giovanile.

Il punto di partenza è che la partecipazione attiva dei giovani alle decisioni e alle attività a livello locale e regionale è essenziale se si vogliono costruire delle società più democratiche, più solidali, e più prospere. Partecipare alla vita democratica di una comunità, qualunque essa sia, non implica unicamente il fatto di votare o di presentarsi a delle elezioni, per quanto importanti siano tali elementi. Partecipare ed essere un cittadino attivo, vuol dire avere il diritto, i mezzi, il luogo, la possibilità, e, se del caso, il necessario sostegno per intervenire nelle decisioni, influenzarle ed impegnarsi in attività ed iniziative che possano contribuire alla costruzione di una società migliore. Gli enti locali e regionali, che sono le autorità maggiormente vicine ai giovani, hanno un ruolo rilevante da svolgere per stimolare la loro partecipazione in modo concreto, affinché possano esercitare fin da ora un’influenza sulle decisioni e sulle attività, e non unicamente ad uno stadio ulteriore della loro vita.

Nel sostenere e nell’incoraggiare la partecipazione dei giovani, le autorità locali e regionali contribuiscono ugualmente ad integrarli nella società, aiutandoli ad affrontare non solo le difficoltà e le pressioni che subiscono, ma anche le sfide di una società moderna in cui l’anonimato e l’individualismo sono spesso accentuati. Nondimeno, perché la partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale si riveli un successo duraturo e significativo, non è sufficiente sviluppare o ristrutturare i sistemi politici ed amministrativi. Ogni politica e ogni attività di promozione della partecipazione dei giovani deve accertarsi che esista un ambiente culturale rispettoso dei giovani e deve tener conto della diversità delle loro esigenze, delle loro situazioni e delle loro aspirazioni. Deve inoltre comportare una dimensione di svago e di piacere.

In questo documento è interessante esaminare approfonditamente i contenuti di quelle che vengono definite “politiche settoriali” (ampliati qualitativamente e numericamente con ben dieci nuovi ambiti, a distanza di tredici anni dalla prima edizione della Carta), gli strumenti per la partecipazione dei giovani e le forme di partecipazione alla vita istituzionale locale e regionale.

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