Quella sulla partecipazione è una legge unica nel suo genere (L.R. 69/2007), che guarda al dibattito pubblico francese ma anche al town meeting anglosassone e ad altre esperienze nel mondo. È stata approvata e costruita assieme ai cittadini, grazie ad un coinvolgimento dal basso che ha sfruttato anche le nuove possibilità offerte da internet. Fin dalla prima tappa della costruzione della legge, il 13 gennaio del 2006, è stato possibile seguire tutto l’evolvere del suo cammino, anche nel sito internet della Regione.
I momenti più importanti sono stati due Town Meeting, che si sono svolti a Marina di Carrara nel novembre 2006 e del 2007 ed a cui hanno partecipato 500 cittadini utilizzando in modo innovativo le nuove tecnologie della comunicazione. Ma ci sono stati anche tanti incontri in varie parti della Toscana che hanno coinvolto tutti i soggetti istituzionali, giuristi, politologi, sociologi, le parti sociali. Nessuno, né singolo né associato, è stato escluso al fine di arrivare ad un testo che fosse espressione vera di partecipazione e che garantisse la partecipazione, consentendo di superare quel gap fra cittadini e politica che ha messo in crisi il modello tradizionale della democrazia rappresentativa e preoccupa molti osservatori sulle sorti del Paese. La legge è stata definita come “un antidoto all’antipolitica, un punto di incontro tra democrazia partecipativa e democrazia rappresentativa per fare prima e meglio, una scommessa anche sulle capacità dei cittadini perché sui grandi progetti si apra una discussione prima e non quando, all’inaugurazione di un cantiere, si alzano le prime proteste”.
Sono tre le date, nel corso dell’anno, entro cui i cittadini potranno chiedere che venga aperto un processo partecipativo: il 31 marzo, il 31 luglio e il 30 novembre. Naturalmente anche la Regione potrà decidere di aprire un dibattito pubblico su uno o più provvedimenti inseriti nella propria agenda. L’esito del dibattito pubblico non è vincolante. Nel caso il parere sia contrario, chi ha proposto il progetto può rinunciarvi o sostenerne uno diverso, oppure insistere con il progetto iniziale fornendo opportune motivazioni. In ogni caso si tratterà di una decisione più consapevole e certo, se il dibattito è stato ricco e partecipato, sarà difficile per l’ente competente non tenerne adeguatamente conto. I progetti che potranno essere messi sotto esame sono quelli dal grande impatto sul territorio regionale e quelli a dimensione locale: strade, nuovi insediamenti, termovalorizzatori, impianti eolici o di rigassifficazione, alta velocità, nuovi tracciati dell’autostrada ma anche grandi scelte sociali. Lo stanziamento per il 2008 consentirà di finanziare almeno 2-3 iniziative di dibattito pubblico e 30-40 iniziative di processi partecipativi locali. Con gli enti locali ci sarà un patto, dove sarà sottoscritto un codice comune di comportamento che renda più semplice l’applicazione della legge. Il Ministero per la funzione pubblica ha già selezionato questa legge come esempio di buona pratica.