Scuola e Università “Orientamenti speciali”

Le istituzioni scolastiche, di ogni ordine e grado, sono state investite dalle recenti riforme dei compiti di orientamento e di supporto finalizzati al sostegno alle scelte e all’accompagnamento nel passaggio tra sistemi di istruzione di diverso livello.

Attraverso le disposizioni introdotte dalla riforma oggi gli operatori, dall’insegnante all’esperto, sono chiamati ad assolvere il ruolo di orientatori. Semplificando, la loro azione ha il compito di:

-      rendere lo studente consapevole di sé, delle proprie abitudini, dei propri limiti, dei propri interessi e delle proprie motivazioni al fine di valorizzare anche quegli aspetti che la sola didattica non riesce a far emergere;

-      promuovere una visione di continuità del percorso evolutivo e di formazione personale;

-      attuare un processo incentivante per la ricerca di un proprio ruolo nella società all’interno di una rete di collegamenti fra gli ambiti contestuali più disparati: scuola, famiglia, lavoro, vecchie e nuove relazioni.

Come ricordano Guichard e Huteau (2001, tr.it. 2003), le azioni di orientamento sono finalizzate allo sviluppo personale e sociale dell’individuo, attraverso la maturazione di scelte connesse alle transizioni formative e lavorative dell’individuo. In generale, l’orientamento consiste in un processo che accompagna tutte le fasi di cambiamento nella vita di una persona, e che la aiuta nella presa di coscienza delle sue attitudini e competenze. Questo processo costituisce un supporto utile perché il soggetto diventi autonomo nei confronti delle proprie scelte, formative e professionali. Il principio alla base dei servizi e progetti di orientamento non è quello di aiutare a prendere una decisione, né tanto meno di sostituirsi all’individuo nella scelta, ma è quello di aiutare le persone a prendere decisioni pensate e a misura. L’orientatore agevola e facilita il processo di scelta fungendo da sostegno; aiuta a scoprire e a riflettere sulle competenze maturate anche al di fuori di contesti strettamente scolastici e professionali e che possono costituire risorse importanti. Tutti siamo in possesso di conoscenze e capacità: l’orientatore ha il compito di mettere le persone a conoscenza del loro potenziale, delle loro attitudini, capacità e competenze. Riconoscersi ed essere riconosciuti come persone con specifiche caratteristiche, punti di forza e punti deboli, attitudini e limiti, permette di socializzare la nuova identità favorendo la strutturazione del Sé. La personalità è il realizzarsi del processo della vita in un individuo libero, socialmente integrato e psicologicamente consapevole. La valutazione attraverso strumenti interattivi di lavoro (schede e questionari) rende possibile esplicitare alcuni elementi di ogni singolo studente in quanto portatore di motivazioni, aspirazioni e metodi di lavoro personali.

La partecipazione a I Care

La disabilità, intesa come diversità, rappresenta per chi si occupa di orientamento la caratteristica individuale, l’elemento specifico che riporta l’attenzione al concetto di unicità e individualità. Il progetto ha avuto come finalità generale la promozione dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, in un’ottica di miglioramento della qualità della vita di questi studenti e delle loro famiglie. L’Università, in quanto portatrice di consolidate esperienze nel settore dell’orientamento, ha accettato di partecipare al progetto “I Care” supportando la progettazione e la sperimentazione di azioni atte a migliorare la qualità della vita degli studenti disabili durante il loro percorso formativo, avviando attività che hanno come obiettivo comune quello di far si che ciascun disabile diventi consapevole delle proprie capacità e possibilità, e possa scegliere e gestire autonomamente il proprio percorso di crescita formativa, sociale, umana. Il lavoro si è caratterizzato per la proficua integrazione tra teoria e pratica, in un’ottica di cooperazione tra Scuola e Università, secondo un modello di interdipendenza positiva.

Linee guida

Le finalità del progetto, che coincidono con quelle proposte dal Piano Nazionale “ I Care”, promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 2007, hanno lo scopo di promuovere e affermare attraverso nuove linee di intervento, l’uguaglianza educativa di una scuola “di tutti e di ciascuno”(1). Nello specifico si guarda al miglioramento delle condizioni di apprendimento degli alunni disabili, come presupposto di un progetto di realizzazione personale – e sociale. Nei momenti di transizione il punto focale del processo di orientamento è costituito dalla scelta; mentre il ragazzo normodotato si apre un ventaglio molto ampio di possibilità, spesso per il ragazzo disabile le alternative sono o appaiono limitate. Nella maggior parte dei casi il ragazzo disabile e la sua famiglia vivono situazioni di isolamento, privati, di un aiuto concreto per un positivo adattamento sociale, educativo e lavorativo. Grazie anche alla normativa(2) il ragazzo disabile non più inteso come un “diverso”, ma come un soggetto che esprime gli stessi bisogni dei suoi coetanei, bisogni di identità, di partecipazione, di riconoscimento del proprio sé, può diventare un potenziale lavoratore se la società gli fornisce le dovute opportunità, tenuto conto dei limiti dovuti alla sua disabilità.

Obiettivi specifici

Partendo dalle premesse è parso opportuno costruire un itinerario di orientamento per portare il ragazzo disabile ad elaborare dei “sé possibili”. La creazione di batterie di questionari specifiche riassume, quindi, la possibilità di giungere alla formulazione di un profilo per l’orientamento che possa evidenziare punti di forza e di debolezza del ragazzo che si pone per la scelta del proseguimento degli studi.

La progettazione condivisa

Le fasi di progettazione del percorso orientativo da proporre, così come la   metodologia adottata, rientrano in un contesto di ricerca-azione. Il  gruppo di lavoro, formato da rappresentanti di Scuola Media Superiodi di primo e secondo grado e dell’Università, ha operato secondo una precisa logica di lavoro per obiettivi:

a.  esplorazione del concetto di inclusione e analisi critica di esperienze

b.  professionali e competenze in campo

c.  elaborazione del progetto di intervento

d.  raccolta ed elaborazione dei materiali

e.  valutazione della sperimentazione

f.   diffusione delle esperienze

Il percorso si è caratterizzato per il ricorso ad un approccio integrato – apprendere sull’agire (ricerca-azione) e apprendere dall’agire (monitoraggio, valutazione e diffusione dei risultati)  –  funzionale all’integrazione sociale delle disabilità attraverso azioni di orientamento.

Aree di interesse e contenuti

Pensando l’intervento in una  prospettiva di “educazione orientata”, che possa coinvolgere attivamente la famiglia in quanto ambiente primario di formazione dell’individuo, si è cercato di tenere in considerazione  le influenze familiari circa le scelte future dei figli, attraverso la costruzione di un questionario da somministrare ai genitori circa le loro aspettative e ipotizzando una serie di colloqui/incontri in varie fasi del percorso orientativo del figlio. Il materiale per gli studenti è stato realizzato in modo tale da poter valutare le principali competenze specifiche e trasversali , considerate elementi a supporto  della scelta del nuovo percorso.

Nello specifico, sono state considerate:

a) competenze specifiche: abilità matematiche (calcolo e risoluzione dei problemi); abilità di comprensione (lettura/ascolto); abilità di scrittura/produzione; abilità prassiche;

b) competenze trasversali: interessi scolastici ed extra-scolastici; metodo di studio; motivazione allo studio; attribuzione causale; autoefficacia; emotività; relazione; autonomia; problem-solving.

La conclusione del percorso prevede la restituzione dei risultati tramite la redazione di un profilo individuale da condividere con lo studente e la compilazione di una scheda di sintesi che supporti la lettura dello stesso. Quest’ultima può essere messa a disposizione delle famiglie e condivisa all’interno del colloquio. Il progetto prevede, inoltre, un modulo valutativo, attraverso la compilazione di un “questionario di gradimento” del percorso, rivolto sia all’insegnante direttamente coinvolto nelle attività orientative in quanto Referente sia al Consiglio di Classe per permettere la revisione dei materiali e accogliere suggerimenti specifici da parte delle singole sedi scolastiche aderenti al progetto. È ipotizzata, infine, la consegna del dossier raccolto da parte della scuola secondaria di primo grado all’istituto superiore scelto dal ragazzo per una prosecuzione integrata del percorso orientativo.

Strumenti: schede e questionari

Nella sua prima versione (3)  la batteria si compone di una serie di strumenti appositamente pensate con forma e contenuti adeguati alle specificità età, livello di apprendimento, disabilità) dell’utenza a cui si rivolgono. Nello specifico, la batteria nel suo complesso prevede:

1 questionario (conoscitivi) per lo studente
1 questionario (conoscitivi)per i genitori
11 schede per le competenze trasversali
4 schede per le competenze specifiche
1 scheda di sintesi per la lettura del profilo
1 questionario (valutazione) per i genitori
1 questionario (valutazione) per lo studente
1 questionario (post-test) per gli insegnanti

Applicazione: tempi e metodo

La proposta di lavoro presenta una struttura flessibile e modulare: gli insegnanti, infatti, tenendo conto dei bisogni del ragazzo, del tempo a disposizione e delle reali possibilità di realizzazione delle attività, possono “comporre” la batteria di test ritenuta più idonea. Dovranno essere rispettare le fasi di lavoro nella loro scansione temporale,  che generalmente si ipotizza nel periodo compreso fra i mesi di ottobre e marzo stabilendo per ogni fase il numero dei test (tra quelli della tipologia prevista) e gli intervalli di tempo tra una somministrazione e l’altra. Ciascuno strumento non prevede una durata specifica per la compilazione, ma sarà l’insegnante a valutare le necessità durante lo svolgimento del lavoro. Buona parte del profilo è auto compilativo, ovvero lo studente può leggere subito dopo la compilazione il significato corrispondente ai risultati ottenuti. I materiali saranno proposti allo studente in modalità individuale, al di fuori del gruppo-classe, alla presenza dell’insegnante di sostegno: ciò per permettere al docente di monitorare direttamente la compilazione del questionario rilevando eventuali punti di criticità o ambiguità; qualora siano necessari chiarimenti sulle consegne, il docente può supportare lo studente attraverso indicazioni per una corretta interpretazione degli obiettivi dell’attività; nelle parti in cui è prevista una lettura autonoma e oggettiva del risultato, sarà il ragazzo a poterla effettuare, con il supporto continuo da parte dell’insegnante, e a individuare il profilo corrispondente ai risultati ottenuti.

Osservazioni

I primi dati della sperimentazioni saranno disponibili a partire dal nuovo anno scolastico (2010/2011); ciò che è possibile sostenere fin da ora come il progetto “I CARE” abbia costituito un’apprezzabile occasione di incontro tra Scuola e Università, caratterizzato da un’idea di cocostruzione del percorso educativo tramite un continuo confronto tra insegnanti ed esperti. In particolare il progetto affronta il tema della diversità in una prospettiva positiva, favorendo lo studio e il potenziamento dei tratti positivi dell’individuo e delle istituzioni che ne facilitano lo sviluppo”(Duckworth, Steen & Seligman, 2005). Una scuola inclusiva deve saper evitare di trasformare differenze (di stile cognitivo e di intelligenza) in reali difficoltà di apprendimento, non consentendo a quell’alunno di usare il suo stile o scoprire le sue inclinazioni. Un progetto di orientamento come quello proposto rappresenta il giusto supporto che le attività di orientamento possono offrire alla scuola per «valorizzare» le differenze e le difficoltà, costruendo delle prassi didattiche quotidiane in cui ogni alunno deve sentirsi «riconosciuto, sostenuto e valorizzato», ascoltato, compreso, guidato e atteso, in una relazione di aiuto che accompagni i suoi percorsi. Ancora, l’orientamento, da un punto di vista dei costrutti di riferimento, deve essere collocato nel quadro dei processi psico-sociali di fronteggiamento delle tappe naturali e critiche del ciclo di vita della persona, considerato – come sostengono Gysbers, Heppner e Johnston (2000) – nella sua globalità e non solo in relazione alla sfera formativa e lavorativa.

Carta di Lussemburgo (1996) – Guida Europea di Buone Prassi Programma Europeo Elios II

NOTE

1. Carta di Lussemburgo (1996) – Guida Europea di Buone Prassi Programma Europeo Elios II

2. La Legge 517/77 ha rappresentato il primo testo legislativo regolante in modo esaustivo l’inserimento scolastico dell’alunno con disabilità; con la sentenza della Corte Costituzionale 215/87 viene sancito il diritto all’educazione e all’istruzione in tutti gli ordini e gradi di scuola di tutte le persone disabili; oggi si parla di piena integrazione.

3.  Gli strumenti pensati nella prima edizione del progetto (2009) saranno rivisti in relazione alla possibilità di raccogliere e analizzare i primi dati sperimentali in alcune sedi scolastiche. Si presume in tal senso una piena adesione da parte delle sedi di appartenenza dei docenti coinvolti nel Progetto: Istituto di istruzione superiore “V. Roncalli” di Vigevano (scuola capofila); Istituto Secondario di primo grado “D. Bramante”  di Vigevano; Istituto Secondario di primo grado “G. Robecchi” di Vigevano

Riferimenti bibliografici

Baldacci M. (2005), Personalizzazione o individualizzazione?, Trento, Erickson.

Bonino S. (in preparazione), Rischio e salute in adolescenza, Trento, Erickson.

Bottani N. e Benadusi L. (2006), Uguaglianza e equità nella scuola, Trento, Erickson.

Canevaro A. (2007) (a cura di), ’integrazione scolastica degli alunni disabili, Trento, Erickson.

Dovigo F. (2007), Fare differenze, Trento, Erickson.

Guichard, J., Huteau, M. (2001). Psychologie de l’orientation, Dunod, Paris; tr.it. (2003) Psicologia dell’orientamento professionale, Raffaello Cortina Editore

Duckworth, A.L., Steen, T.A., Seligman, M.E.P. (2005) Positive psychology in clinical practice. Annual Review of Clinical Psychology, 1, 629-651.

Ianes D. (2005), Bisogni Educativi Speciali e inclusione, Trento, Erickson.

Ianes D. (2006), La speciale normalità, Trento, Erickson.

Gysbers, N.C., Heppner, M.J., & Johnston, J.A. (2000), Conseil et développement de carrière tout au long de la vie. L’orientation scolaire et professionnelle, 1, 91-115.

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