Fino ad oggi, l’impegno più consistente di Geo ha riguardato le attività di orientamento, pur inteso, con ampio respiro, anche come formazione di competenze che permettano ai giovani di orientarsi, piuttosto che solo come sostegno specialistico alla scelta. Tale impegno di Geo è stato motivato dal forte sviluppo dei bisogni e delle attività di orientamento nell’ultimo decennio, a causa delle profonde trasformazioni delle istituzione educative e formative, ma soprattutto dei mutamenti del mercato del lavoro e dell’insieme delle professioni.
Oggi occorrono, tuttavia due “allargamenti” di prospettiva: è opportuno da un lato, tematizzare altre questioni, oltre a quella dell’orientamento ed esplorare i nessi fra diverse questioni, individuando una vasta problematica riguardante la costruzione dell’identità individuale e collettiva, che appare sempre più difficile; dall’altro lato, è necessario analizzare le caratteristiche delle istituzioni educative, che attualmente sono trasformate in modo caotico e talvolta assurdo.
È nostra intenzione che due “allargamenti” di prospettiva permettano di considerare meglio e in modo globale la situazione dei giovani nella società contemporanea, rispetto al loro bisogno di orientarsi, di costruire concretamente la loro identità e di avere un ruolo gratificante in tale società. Solo in questo modo anche la riflessione più specialistica sull’orientamento può avere nuove prospettive ed essere fondata teoricamente e più efficace.
Da queste convinzioni derivano gli obiettivi e le caratteristiche di questa rivista. Innanzitutto, continuare una riflessione sulle pratiche di orientamento e una ricerca teorica delle condizioni per la realizzazione di attività efficaci, realmente utili ai giovani ed agli orientatori. Vogliamo poi studiare a fondo la scuola, le strutture di formazione professionale e l’università, in tutti questi casi, ci sembra che i tentativi di “riforma”, non tengano adeguatamente conto di un’”idea”, nuova e condivisa, di educazione e di formazione universitaria. Succede allora che le trasformazioni derivanti dalle norme, non riescano a rendere nuovamente vitali strutture molto in crisi di senso e di efficacia. Infine vorremmo affrontare in un modo particolare la condizione giovanile, fornendo inizialmente una serie affidabile di dati e risultati di ricerche, che mettano in grado di condividere la “diagnosi” della situazione. Una conoscenza comune può fondare meglio la riflessione e il confronto di interpretazioni diverse.
Questi obiettivi saranno perseguiti in vari modi, che sono visibili nelle caratteristiche della rivista e che quindi non importa descrivere. Inoltre, la rivista viene fatta da tutti quelli che la leggono e tutti possono scrivervi. Vi invitiamo a provare a mandare un intervento, un testo o un’informazione! Tutti, vuol dire gli orientatori professionisti, gli insegnanti, gli operatori culturali e i giovani. Un obiettivo presuntuoso di questa rivista, e quindi detto più sottovoce, è quello di realizzare le condizioni per un dialogo fra orientatori e giovani, anche su musica, teatro e film, arrivando a stabilire codici della comunicazione e principi o valori compresi reciprocamente, anche se differenti. Ci appare l’unico modo per mettere in grado i giovani di avere gli strumenti e le competenze per contribuire a costruire il proprio futuro e ad essere cittadini attivi.
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